Se il problema è essere donna

Un ministro pone un tema politico all’interno del Governo e non si riconosce nel partito di appartenenza. Che succede?

Il presidente del Consiglio, interpellato, risponde: “Non sono pentito di avere puntato su donne al Governo”. Ecco. Il problema, quindi, riguarda il fatto che il ministro in questione è donna. Non il merito delle questioni proposte. “C’è chi critica – va ancora avanti – il fatto che si siano attribuite a delle donne tali possibilità e responsabilità” (giuro, lo ha detto! Donne ministro? Pazzesco!), ma lui no, grande difensore delle donne in politica, queste critiche non le accetta. Sapete perché? “Perché le donne ci credono fino in fondo. Non c’è professionalità politica (…), ma tanta dedizione al lavoro, passione, sensibilità ma poi serve anche il compromesso politico”. Poi, sai che c’è, “le donne portano nella politica quella attitudine che è loro propria, l’istinto di andare dritto alla soluzione, senza marchingegni di ragionamento”.

Certo. Istinto, non ragione. Tipico delle donne. E degli animali.

 

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2 risposte a “Se il problema è essere donna

  1. Ma anche perchè le donne come possono avere capacità di ragionamento e punti di vista diversi? Sono tutte uguali, ovviamente. Appartengono appunto alla categoria delle “donne”, come la categoria dei “giovani”, vista una viste tutte…mamma mia come siamo messi!

  2. Ah, il mio capo mi dice che sono UTERINA quano vuole offendermi.
    LaStancaSylvie

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