La missione impossibile delle donne

Stamattina, dopo il caffè, leggo il giornale online.

Ecco qua, come dire: ce la possiamo fare? No. Che tristezza!

La missione impossibile delle donne “Vera parità nel lavoro solo nel 2601” – Repubblica.it.

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7 risposte a “La missione impossibile delle donne

  1. ciao Clarita,
    io quasi quasi mi rallegro (perdona il sarcasmo). Non sto plaudendo alla prevaricazione dei maschi nei luoghi di lavoro, ovviamente; credo piuttosto che per le donne sia un’occasione fortunata… Mi sto chiedendo se, a fronte della realtà che abbiamo davanti agli occhi, possa essere appetibile al mondo femminile una vita in cui ci si scanna per 100 euro in più in busta paga, si cerca di “fare le scarpe” al collega seduto alla scrivania a fianco, si lavora 12 ore al giorno (ma anche di più) per fare i “top manager”, si trascura vita privata e famiglia per gli inevitabili guai da districare al lavoro ecc.
    Effettivamente lo è, perchè molte donne, come molti uomini vorrebbero ricoprire posti di potere, ma per entrambi i sessi a me sa tanto di delirio. Questo bisogno di identificarsi nella propria posizione lavorativa, quando siamo già quel che siamo, non abbiamo bisogno di una qualifica o di un livello in busta paga per renderci Uomini o Donne. La vita è fatta per viverla, per realizzarsi umanamente come persone, non è fatta per lavorare. Il lavoro, credo (ma forse mi sbaglio eh…), serve comunque (ed è giusto che sia così) ma solo nella misura in cui soddisfiamo i nostri bisogni primari non per identificarci in un ruolo che non ci appartiene.
    Questo per dire che maschi e femmine in equilibrio con sé stessi (entrambi però non solo le donne) dovrebbero, secondo me, rifiutare (piuttosto che aspirare a) certi ruoli e coltivare più sé stessi e gli affetti più prossimi.
    Cosa ne pensi? Magari esagero 🙂

    • @Walter: E lo dici a me, che ho scelto di lavorare part time e di guadagnare un part stipendio solo per avere tempo per me? 🙂
      A parte le battute, credo che i due discorsi siano ben diversi.
      Posso essere d’accordo con te che il modello di iper-lavoro e di super-arrivismo sia poco funzionale al benessere, oltre che un po’ datato. E questo vale per gli uomini e per le donne, non vedo una questione di genere, piuttosto e’ una scelta di vita, a cui ogni individuo (uomo o donna) ha diritto. Ma gia’ qui c’e’ un problema: se un uomo sceglie di super-lavorare per fare carriera, lo fa e ottiene dei risultati. Ma una donna, per ottenre gli stessi risultati, deve lavorare e faticare il doppio. Tuttavia, il punto è un altro: la parità non c’entra con la scelta di lavorare tanto o poco.
      Parità vuol dire, per esempio, che a pari livello donne e uomini hanno lo stesso stipendio. E cosi’ non è.
      Parità vuol dire non essere scartata da un posto di lavoro (qualsiasi, non da top manager) perchè potresti avere dei figli, a breve.
      Parità vuol dire essere valutata (a qualsiasi livello) per quanto vali o sai fare, non perche’ sei piu’ o meno carina.
      Parità vuol dire che donne o uomini con figli vengono considerati alla stessa maniera a lavoro. Non che una donna diventa improvvisamente meno capace, “perché sai, ormai ha i figli”.
      Parità vuol dire non dover scegliere tra lavoro e famiglia, come e’ normale per un uomo.
      Si potrebbe andare avanti, ma il concetto credo sia chiaro.
      La parità riguarda i diritti, non puo’ riguardare solo di doveri. E, lo ripeto, a tutti i livelli, non solo per chi decide di far carriera.
      Grazie per lo spunto di riflessione 🙂

  2. ovviamente non lo dicevo a te 🙂 (e neanche a me figuriamoci, siamo part stipendio tutti e due)
    si hai ragione! Anche tu mi proponi dei pesanti spunti di riflessione. Parità non ce n’è davvero; dovete essere carine (soprattutto per alcuni lavori come ristorazione, certi lavori impiegatizi eccetera), ovviamente non troppo vecchie perchè gli uomini acquistano fascino e voi vi imbruttite (la tv, che io e la mia ragazza non abbiamo più da almeno 4 anni, su questo, mi pare, sia ancora un tantino di parte)
    E poi i figli, se avete intenzione di farli è un punto in più per essere scartate.
    E’ tutto vero e a questo non trovo soluzione se non cambiare, ognuno di noi, il modo di vedere ed affrontare certi argomenti. Cambio io, cambia il mio vicino e piano piano cambia il mondo 🙂 (eeeeh sono un sognatore)
    Io ci provo, poi a onda la rivoluzione arriva.
    Grazie anche a te per lo spunto… mi serve per cambiare 🙂

  3. OT: In Italia c’è appena stato uno dei peggiori pogrom degli ultimi anni. Non c’è scappato il morto solo perchè le vittime sono scappate per i campi. Sto facendo il giro di tutti i principali blog che conosco per sollecitare tutti a scrivere due parole di indignazione in proposito.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/torino-stuprata-smentisce-fiaccolata-finisce-lincendio-campo/176718/

  4. Clarita, Clarita, ma dove sei finita? Stai bene? Tutto ok! Dai solo un segno che non scrivi più perché non ti va e non perché c’è qualcosa che non va. Sei stata parte del mio cambiamento part time….e ci sono ancora….;-) Buona vita e fatti sentire, anche solo un post con scritto “ciao”!

    • Che gioia essere stata anche solo una piccola parte di un così grande cambiamento!!! 🙂 niente non va, grazie del pensiero! La mia vita part time prosegue e i cambiamenti si fanno sentire, con il blog un po’ abbandonato a se stesso… Come dire, il frutto del part time è nella nuova bellissima vita che costruisco!! Ti vengo a trovare sul tuo blog presto, un bacione e grazie :))

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